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Il Glaucoma

Neurotticopatia Glaucomatosa

Per Glaucoma si intende un gruppo di patologie caratterizzate da una perdita progressiva delle cellule ganglionari retiniche associata ad un caratteristico deficit funzionale e ad altrettanto tipiche alterazioni della testa del nervo ottico.
 
Secondo recenti stime in Italia sono circa 550.000 i pazienti accertati, un dato che sta crescendo di pari passo con una maggiore conoscenza del problema ai diversi livelli scientifici e sociali. In termini percentuali ciò significa il 2% della popolazione italiana sopra ai 40 anni .
 
La sua incidenza aumenta con l’età interessando più del 10% dei soggetti sopra i 70 anni; è responsabile di circa 4500 nuovi casi/anno di cecità ed attualmente si stima vi siano 200.000 persone non vedenti per questa patologia nel nostro paese.
 
Caratteristica fondamentale di questa patologia è il fatto di essere praticamente asintomatica fino agli stadi tardivi e , sebbene il danno del nervo ottico sia prevenibile, una volta che questo si è instaurato non vi è possibilità di recupero funzionale .
 
È evidente che in questo caso la prevenzione assume un valore fondamentale sia dal punto di vista dell’individuo affetto ma anche da un punto di vista socioeconomico, stante l’elevato costo di questa patologia, inoltre essendo una malattia familiare è importantissimo il controllo dei familiari del paziente.
 
Vi sono fondamentalmente due tipi di glaucoma : ad angolo aperto e ad angolo stretto.
 
Per comprendere la distinzione delle 2 forme è importante ricordare la fisiologia dell’umore acqueo: questo viene prodotto dal corpo ciliare ( in camera posteriore, dietro l’iride), passa in camera anteriore attraverso la pupilla, e esce dall’occhio a livello dell’angolo della camera anteriore ( formato dalla cornea e dal cristallino), ove esiste una struttura filtrante detta trabecolato.
 
Nel Glaucoma cronico ad angolo aperto, il trabecolato è meno permeabile e si ha un progressivo aumento, asintomatico della pressione oculare; si calcola che occorrano alcuni anni prima che si evidenzi una escavazione della papilla ottica e un danno generalmente asintomatico del campo visivo : la acuità visiva resta normale e il paziente non può accorgersi della presenza della malattia. L’Oculista ne sospetta la presenza nel corso di una visita quando rileva una pressione oculare elevata o una escavazione della papilla ottica.
 
Il Glaucoma ad angolo stretto è un disturbo meno comune, di tipo acuto, che si manifesta improvvisamente. Può colpire anche un solo occhio. L’iride improvvisamente si addossa alla cornea, bloccando completamente i canali che consentono il deflusso dell’umor acqueo.
 
Questo non riesce a scaricarsi e la pressione dell’occhio aumenta fino a valori molto elevati.
 
I sintomi sono forte dolore, nausea, vomito, visione sfocata e aloni attorno alle luci.
 
Quando questi sintomi si presentano è necessario rivolgersi immediatamente a un oculista o a un pronto soccorso oculistico, per evitare che l’occhio subisca un danno irreversibile.
 
Anche in questa forma il danno è prevenibile: nella visita oculistica si valuta la possibilità di chiusura dell’angolo e nel caso questa sia ritenuta probabile si procede con un trattamento farmacologico o parachirurgico ( Laser).
 
Cause del Glaucoma
 
La predisposizione familiare : il problema tende cioè a presentarsi nelle persone i cui familiari sono soggetti allo stesso disturbo. Se , per esempio, ne sono affetti i genitori il rischio che una persona corre è doppio , se ne soffrono i fratelli il rischio si triplica.
 
L’età : l’ incidenza del glaucoma aumenta con il passare degli anni, forse a causa di un naturale invecchiamento della struttura dell’occhio. Oltre i 60 anni il rischio di glaucoma è doppio, oltre i 70 anni aumenta fino a cinque volte.
 
Difetti di rifrazione: problemi alla vista come miopia predispongono al glaucoma.
 
Disturbi vascolari: il diabete, la pressione troppo bassa , i disturbi cardiovascolari, il sangue troppo denso sono fattori che possono favorire l’insorgenza del glaucoma.
 
La terapia cortisonica può, soprattutto se effettuata per lungo tempo, favorire un aumento della pressione oculare.
 
 
Importanza della prevenzione
 
 
Individuare il glaucoma per tempo è possibile anche se nella forma cronica i sintomi sono praticamente inesistenti e nella forma acuta si presentano all’improvviso.
 
Per questo motivo è indispensabile sottoporsi a visite oculistiche periodiche, almeno una volta ogni anno dopo aver compiuto quarant’anni; solo così è possibile individuare i piccoli difetti dell’occhio che possono far sospettare un inizio di glaucoma.
 
La diagnosi precoce si può attuare con una serie di esami:
 
La tonometria : questo esame è la misurazione della pressione all’interno dell’occhio.
 
La pressione intraoculare ideale di una persona è di circa 16 mmhg (millimetri di mercurio).
 
Si considera alta una pressione superiore a 21mmhg. Se una persona ha una pressione pari a 23mmhg corre un rischio dieci volte superiore di soffrire di glaucoma ; se la pressione tocca i 32 mmhg  , il rischio è addirittura maggiore di 40 volte.
 
L’oftalmoscopia : l’esame consiste nella valutazione della papilla ottica, del nervo ottico al suo ingresso nell’occhio mediante un apparecchio che consente di visualizzare il fondo dell’occhio.
 
Se lo specialista nota una escavazione della papilla significa che è presente un glaucoma.
 
La perimetria : questo esame, chiamato anche campo visivo, ha la capacità di identificare e valutare il danno già subito dall’occhio.
 
La pachimetria : questo esame, introdotto recentemente, permette di valutare lo spessore corneale importante nella valutazione di pressioni intraoculari borderline . Infatti si è visto che maggiore è lo spessore corneale e maggiore sarà la pressione riscontrata durante la tonometria  e, viceversa, minore è lo spessore corneale e minore dovrebbe essere la pressione riscontrabile durante la tonometria.
 
OCT : questo esame permette mediante la scansione del nervo ottico di valutare la densità delle  fibre nervose presenti nei diversi settori documentandoci eventuali deficit patologici già negli stadi più precoci di glaucoma.
 
 
Trattamento
 
 
I medici , come  primo tentativo, preferiscono proporre a chi soffre di glaucoma una cura, a base di colliri in grado di abbassare la pressione all’interno dell’occhio.
 
I farmaci più usati sono i beta bloccanti sotto forma di collirio da instillare negli occhi una o più volte al giorno a seconda delle indicazioni dell’oculista. Di ancora più recente introduzione sono i farmaci chiamati analoghi delle prostaglandine , ancora più efficaci e meglio tollerati.
 
In alcune persone particolarmente sensibili, l’uso prolungato di questi farmaci può dare luogo a qualche leggero effetto collaterale. In particolare, i colliri possono causare bruciore, arrossamento degli occhi, mal di testa , alterazione del battito cardiaco.
 
Inoltre è bene ricordare che questi farmaci possono interagire, cioè avere reazioni nocive per l’organismo con altri prodotti di tipo farmaceutico. Quindi è bene informare il proprio oculista di altre cure che si stanno facendo.
 
Quando i colliri non riescono più a ridurre in modo efficace la pressione si passa ad altre procedure ma di tipo parachirurgico e chirurgico.
 
Il laser: questo intervento si effettua impiegando la luce di un laser particolare, l’argon laser.
 
L’intervento dura pochi minuti e può essere eseguito in regime ambulatoriale, cioè senza bisogno di ricovero ospedaliero e senza che la persona venga sottoposta ad anestesia.Il laser è in grado di allargare i canali da cui defluisce l’umore acqueo, ristabilendo così la pressione all’interno dell’occhio. Nel caso di glaucoma acuto, il laser viene impiegato per creare un foro all’interno dell’iride (iridotomia), creando quindi una via alternativa di scolo dell’umore acqueo.
 
La chirurgia tradizionale: quando sia la terapia farmacologica che il laser falliscono o quando il danno glaucomatoso è abbastanza serio si procede alla chirurgia.
 
Per questa operazione è necessario sottoporsi a un’anestesia locale oppure a una narcosi, cioè a una sedazione leggera ma generale. Con gli strumenti chirurgici si crea un canale attraverso il quale l’umore acqueo possa defluire, evitando quindi l’aumento della pressione.